L’atto formale compiuto dai dieci sindaci del Cal – che hanno studiato e dato un parere motivato sulla proposta di legge urbanistica regionale – è al tempo stesso coraggioso e culturalmente utile.

Nel contempo, getta una luce sinistra su Giunta e Consiglio regionale, che non hanno ritenuto di chiedere un parere all’organismo di rappresentanza degli enti locali.

Parimenti – al di là dei dieci coraggiosi, che mi pare di capire agiscano a titolo personale – dev’essermi sfuggita una ferma presa di posizione dei vertici del Cal stesso. Anche quest’assenza (che sa di presenza) getta una luce sinistra sulla vicenda.

Sulla legge urbanistica abbiamo più volte scritto in questi spazi, per contestarne metodi e contenuti (http://www.anthonymuroni.it/2018/03/24/legge-urbanistica-degno-epilogo-legislatura-buttata/), dunque non crediamo siamo sufficienti queste ulteriori riflessioni a far cambiare idea a chi ha già evidentemente deciso di pagare una qualche cambiale a chi si aspetta queste novità legislative.

La questione merita però un approfondimento politico: occorrerà capire se e in quale maniera la maggioranza di centrosinistra resterà compatta. E se – e in quale maniera – eventuali smottamenti verranno “coperti” da settori del centrodestra.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, infatti, i rumors assicurano un soccorso che dovrebbe – per certo – arrivare dai banchi dell’opposizione.

Se così fosse – se, cioè, centrosinistra e centrodestra si producessero in una pratica consociativa in nome degli interessi legati a nuove speculazioni sulle coste – in vista delle Regionali di febbraio si aprirebbe un’autostrada per le opposizioni non attualmente presenti in Consiglio, Movimento Cinque Stelle in primis.

Insomma, il suicidio finale. E non solo del centrosinistra.