(Pro lèghere s’artìculu in sardu pùnghere subra sa bandera in artu)

C’è bisogno di luoghi in cui discutere, confrontarsi, se necessario anche scontrarsi.

Dopo che per anni il dibattito pubblico è stato anestetizzato, delegato alla TV e ad altre élite, la novità del periodo è il ritorno alla partecipazione e alla mobilitazione.
Ce ne siamo accorti, soprattutto in Sardegna, in occasione del referendum sulla riforma costituzionale, lo scorso 4 dicembre. Decine di assemblee, di confronti pubblici, di conferenze.

E, poi, la conseguente massiccia partecipazione alle urne, in assoluta controtendenza rispetto al dipanarsi della serie storica, a proposito dell’affluenza.Ora pare che, a dispetto del disamore per la politica politicante, che resta intatto, la voglia di partecipazione resti intatta.

Un bel modello, capace di incanalare questo rinnovato sentimento verso un qualcosa di costruttivo, è quello sperimentato sabato scorso a Nuoro, nella Conferenza aperta sulla lingua sarda. Il lavoro di un manipolo di coraggiosi organizzatori – riuniti nel l’associazione Acordu – ha messo a disposizione un luogo di confronto a chi voleva interagire sui temi della lingua sarda.
I
temi, appunto. La standardizzazione – un processo inevitabile se si vuole far diventare adulta la lingua – ma non solo: dell’editoria alle politiche linguistiche, dal gender ai media, ognuno dei possibili ambiti è stato sviscerato da gruppi di lavoro eterogenei, in cui si sono potute confrontare esperienze e personalità tra le più diverse, in un dibattito che è risultato certamente arricchente.

Da ogni gruppo è venuta fuori una sintesi, che ora verrà messa nero su bianco in un documento che, a sua volta, confluirà in un manifesto unico.

Un metodo di partecipazione costruttivo, coinvolgente e inclusivo, capace di unire diverse competenze ed esperienze.

Chiaro, ora manca il passaggio decisivo perché questa giornata risulti davvero fruttuosa: il passaggio dalle parole ai fatti. Dovrà essere impegno di tutti (organizzatori e partecipanti) non disperdere il patrimonio di energia e idee messo in campo nel sabato nuorese dedicato alla lingua sarda.

Nel frattempo gli attori pubblici potranno contare su un modello non nuovo ma certamente sempre valido per passare dal confronto alla sintesi di proposte, prima di giungere alla necessaria fase dell’applicazione concreta.