Non ho parlato dell’ultima manifestazione di Capo Frasca e non l’ho fatto perché sono rimasto deluso da quanto accaduto.
Scontri, pietre, feriti (per fortuna lievi), tensioni e denunce.
Io sono contrario alla violenza. E alla forzatura delle leggi. E agli scontri con la Polizia, che è lì per fare il suo dovere, fino a prova contraria.

Dunque, ai miei occhi, la manifestazione non ha rafforzato la posizione di chi sta lavorando per trovare una soluzione politica, anche traumatica e repentina, che allenti la presa delle servitù militari sulla Sardegna.

Liberare le nostre coste e i nostri territori, sconfiggere l’assistenzialismo, liberare energie ed equilibrare il peso delle servitù col resto d’Italia: questo è l’obiettivo. E va perseguito con serietà.

L’intervento che pubblico qua sotto – scritto da una studentessa di 23 anni, fresco e incisivo – mi fa respirare di nuovo lo spirito giusto.

Parliamone ancora, senza scorciatoie e senza ipocrisie. (A. Mur.)

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di Giada Tiddia, studentessa

Non mi sentivo di toccare ancora l’argomento perché ero ancora un po’ psicologicamente scossa, però è giusto affrontarlo. Mi ha fatto male vedere certe scene di violenza gratuita e respirare quell’aria di tensione e repressione, ma il peggio è stato leggere certi commenti ai vari articoli… un mix di pregiudizi, ignoranza e odio verso chi manifesta per liberarsi dall’OCCUPAZIONE militare.

In questo periodo ci sono nuovamente esercitazioni, nelle quali verranno utilizzate anche le ormai famose bombe made in Domusnovas. “Ma le esercitazioni sono solo per finta”, “ma le basi portano posti di lavoro”, “ma a noi va bene così”, “il registro tumori non c’entra niente”, “avete sempre da lamentarvi”, “siete tutti terroristi e pericolosi”. Ne ho sentite di tutti i colori.
Voglio solo dire che:

1) la lotta, che esiste da molti anni e che ora si è riaccesa, mira a portare benessere e pace per tutti, non è un capriccio individuale o la moda del momento.

2) pensate a lungo termine. La Sardegna è esageratamente militarizzata. Alcuni si accontentano di compromessi come gli indennizzi per vivacchiare ora, ma pensiamo al nostro futuro e a quello delle future generazioni; non c’è futuro. A meno che non si voglia continuare ad alimentare la macchina bellica (cosa che attualmente riesce molto bene) ed essere complici delle guerre. Però allora finiamola di sembrare dispiaciuti di fronte alle notizie del tg sui vari bombardamenti, perché qui ci sono esercitazioni, simulazioni di guerra da riportare in larga scala, produzione ed esportazione di bombe.

3) veramente siete disposti a svendere la vostra terra, a maggior ragione sapendo già chi ci sta e cosa fa?

4) sapete quanto si investe in spese militari? Cifre da far inorridire. Contando lo stato in cui si trova la Sardegna sotto i principali ambiti (sanità, diritto allo studio, lavoro, trasporti, disoccupazione…) tutto questo è un vero e proprio schiaffo morale verso chi LAVORA onestamente per produrre qualcosa di positivo (e non per sterminare popoli).

5) per quanto riguarda gli scontri, ognuno reagisce a modo proprio. C’è chi professa il pacifismo, c’è chi si incazza e si difende con le pietre, c’è chi reagisce per legittima difesa, c’è chi è disposto a prendersi i colpi in testa per difendersi gli altri… evitiamo di fare di tutta l’erba un fascio e di parlare del contenuto della manifestazione. Mi sa che qui ci si perde troppo in dettagli e non ci si esprima sulla grande repressione di cui siamo tutte vittime, e della militarizzazione stile dittatura militare.

6) da che parte della storia volete stare? Ne ho le scatole piene di chi non vuole prendere una posizione ma continua a criticare con odio ogni lotta, a prescindere dal suo contenuto… se voi vivete bene così ok, ma ovunque andrete, vi scontrerete con la realtà dei fatti prima o poi.

7) le rivoluzioni non iniziano chiedendo il permesso.